Due tifosi molto speciali.

Mario, ma dove vai con quella valigetta?” “Ma non lo sai, Lucia? Oggi è domenica!” rispose Mario “Ma sì che lo so! Ma la valigetta?” incalzò la signora Lucia. “Oggi vado a Cittadella! In serata si prevede nebbia! Non si sa mai”. “Tu e la tua “Milano Alabardata”! Tutte le domeniche del Campionato te ne vai! Ma resta a casa con tua moglie, invece di andartene in giro per l’Italia tutto da solo! In fondo sei solamente nato a Trieste e niente più. Ma hai sposato una lombarda e vivi a Milano da più di 30 anni” “Lucia, la mia passione per la Triestina e … per l’Unione!” concluse Mario, chiudendo rapidamente la porta di casa.

Mario guidò veloce attraverso le strade provinciali della Pianura Padana, anche perché si incominciavano ad intravvedere i primi segni dell’odiata nebbia. Comunque, arrivò a Cittadella prima dell’una e andò a mangiare un boccone in una trattoria, che un suo collega, veneto, gli aveva consigliato.

Una mezz’ora prima dell’inizio della partita, Mario era seduto allo Stadio su di una poltroncina della Tribuna. Mario si trattava bene! In fondo, lavorava lui e lavorava Lucia; non avevano figli e i soldi non mancavano in casa.

All’ingresso dei giocatori in campo, per il solito palleggio di riscaldamento, Mario gridò “Forza muli!”, unica voce in campo. Tuttavia, il giovanotto seduto accanto a lui, pure lui gridò “Forza muli”.

“Ma come lei è triestino?” chiese Mario. “Permette che mi presenti?” rispose il giovane. “Mi chiamo John Zorzenon e sono australiano, nato in Australia. Mio padre era triestino, emigrato da Trieste in Australia, tanti anni fa … Ferruccio Zorzenon, detto “Ucio”. Quando papà viveva a Trieste, egli seguiva tutte, ma proprio tutte, le partite del Campionato della Triestina, ovunque andasse in giro per l’Italia! Quelli erano anni d’oro per l’Unione; secondo posto nel Campionato del 1948! Papà è morto qualche mese fa in Australia e mi ha fatto promettere che sarei venuto a vedere una partita della sua Triestina, durante il mio viaggio in Europa, per ragioni di lavoro! Egli, dalla sua partenza, non aveva più visto la sua squadra del cuore! Eccomi qua! Sto adempiendo ad un voto!” … “Forza muli, feve veder chi semo e dove xe el nostro cuor! Dove xe el cuor alabardato!” gridò il giovanotto, in puro dialetto triestino, se pur con un forte accento inglese.